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Ipertensione gestazionale e preeclampsia


Si manifesta durante la gravidanza il travaglio o puerperio, in assenza di ipertensione/ proteinuria precedenti la gravidanza. L’associazione contemporanea di ipertensione gestazionale e proteinuria si definiscono preeclampsia.

Epidemiologia

Complica il 6-8% delle gravidanze.
I fattori di rischio sono: prime gravidanze o pluripare attempate, gemellarità, possibile familiarità, appartenenza alla razza negra, condizioni socio-economiche disagiate, patologie ipertensive, diabete, anomalie dell’emostasi, idrope fetale, presenza di anticorpi antifosfolipidi.

Diagnosi e sintomi

Nella paziente con preeclampsia non si osservano le modificazioni fisiologiche della gravidanza ( incremento della gittata cardiaca, del volume plasmatico e variazioni della pressione arteriosa ).
La compromissione dei meccanismi che fisiologicamente consentono la vasodilatazione e l’espansione del volume plasmatico portano all’ipovolemia. A livello renale il flusso si riduce marcatamente, così come la velocità di filtrazione glomerulare, mentre aumentano creatininemia e azotemia.
L’uricemia, che nella gravidanza fisiologica è in concentrazioni inferiori alla norma, si eleva drasticamente nella preeclampsia. L’iperuricemia si correla alla gravità dell’ipertensione.

I due segni cardine per porre diagnosi sono, in paziente precedentemente normotesa: 1.pressione arteriosa maggiore uguale a 90 mm Hg

2.proteinuria maggiore uguale a 300mg/24h ( nella preeclampsia )

La maggior parte delle preeclampsie ha esito favorevole per madre e neonato ( segni e sintomi di preeclampsia scompaiono dopo 48-72 ore dal parto ), ma complicanze acute possono manifestarsi in seguito al repentino deterioramento funzionale di uno o più sistemi coinvolti.
L’ipertensione gestazionale si può complicare con: edema polmonare acuto, insufficienza renale acuta, arresto cardiocircolatorio, rottura di ematomi epatici, emergenza ipertensiva, coagulopatia intravasale disseminata, eclampsia convulsiva.
Quindi la valutazione della paziente preeclamptica comprende: la valutazione di ipertensione e proteinuria, della funzionalità epatica renale, la conta piastrinica e la valutazione della coagulazione.
Ricerca di sintomi visivi e neurologici che possono precedere la crisi convulsiva tonico-clonica.
L’ecografia e il doppler sono un irrinunciabile strumento per valutare l’accrescimento fetale ed il sistema vascolare utero-feto-placentare. Nella preeclampsia grave, mortalità e morbilità fetali sono elevate, soprattutto a causa della prematurità e della dismaturità.

Terapia

La terapia consiste nella somministrazione di farmaci quali: calcio antagonisti ( Verapamil, Nifedipina ), alfa agonisti centrali ( Alfametildopa, Clonidina ), bloccanti adrenergici periferici ( Atenololo, Labetalolo ), vasodilatatori periferici ( Idralazina ), anticonvulsivanti ( Magnesio solfato, Benzodiazepine ). ( Xagena2010 )


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