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Morte endouterina del feto


Si intende la morte del feto, con successiva permanenza in utero dello stesso, oltre il 180° giorno di età gestazionale, e prima dell’inizio del travaglio di parto ( la morte fetale durante il travaglio di definisce “intrapartum” ). Le cause di morte fetale possono essere, materne ( preeclampsia e ipertensione gravidica, insufficienza renale, diabete e malattie autoimmuni, trombofilie, cardiopatie e infezioni uterina ), fetali ( malformazioni, isoimmunizzazioni ), annessiali ( placenta pervia, distacco di placenta normalmente inserita, insufficienze placentari, alterazioni del funicolo, massiva trasfusione feto-materna ).

Sintomi e Diagnosi

Tra i segni premonitori ci sono l’arresto marcato della crescita fetale e quindi dell’aumento volumetrico dell’utero, e la riduzione marcata o scomparsa dei movimenti attivi fetali e strumentali ( es. alterazioni eco-flussimetriche ). I segni dell’avvenuto decesso comprendono:
Cessazione della percezione dei movimenti attivi del feto;
Assenza del battito cardiaco fetale;
Montata lattea improvvisa, con mammelle turgide e rialzo termico.

Terapia

Nel 90% dei casi si ha espulsione spontanea entro 15 giorni dalla morte. Per indurre il parto vengono usati ossitocici o si attua amnioressi o in alternativa si applicano candelette vaginali di prostaglandine ogni 3 ore per un massimo di 5 volte. ( Xagena2010 )




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